Ogni nostro vino, prima di tutto, deve piacere a noi.

DA SEMPRE SEGUIAMO IL NOSTRO INTUITO,
LA NOSTRA ESPERIENZA E IL NOSTRO GUSTO.

Convinti di realizzare vini capaci di esprimere quanto di meraviglioso ha la nostra terra.
Vini che nascono dal nostro lavoro in vigna, fatto con grande cura e dedizione.
Vini che rivelano il nostro essere, per vocazione, viticoltori.

Dal 1968 con la prima bottiglia di Curtefranca, e ancor di più dal 1979 con la prima bottiglia di Franciacorta, il nostro cognome spicca sull’etichetta dei nostri vini.

IL RACCONTO DI UN VIAGGIO.Una narrazione scandita da una profonda empatia con la vigna:
produrre i nostri Franciacorta DOCG è per noi un’avventura imperdibile.

Diamo un’impronta iniziale, la nostra, e ne seguiamo la sua spontanea evoluzione, sapendo che ogni vino è figlio del precedente, con sue peculiarità che lo rendono unico. Formule e ricette, trovate tecnologiche o, peggio ancora, chimiche, non fanno per noi.

Attingendo dalla nostra lunga esperienza aziendale, confortati dal nostro gusto, anch’esso in continua evoluzione, camminiamo avanti e indietro fra rimandi della tradizione e intuizioni sperimentali.

TUTTO IL TEMPO CHE SERVE.

Siamo da sempre promotori dei benefici di un lungo affinamento sui lieviti.
Quanto previsto dal nostro Disciplinare, a noi va troppo stretto.
Per questo partiamo da almeno 24-30 mesi
arrivando, per alcune delle nostre Collezioni, anche a 120 mesi.
Legati a un’impronta artigianale, rigiriamo a mano ogni bottiglia,
decidendo quando effettuare la sboccatura in base all'annata e alle nostre convinzioni.

RAMPANETO E TAJARDINO.Un bianco e un rosso.

Due cru tra i più rappresentativi dell’intero territorio
che da sempre dimostra la propria vocazione anche per i vini fermi.
Sono il Rampaneto, uno chardonnay in purezza,
da un vecchio clone moltiplicato per talea,
e il Tajardino, una selezione di merlot,
cabernet franc e cabernet sauvignon.

Rampaneto, nostro cru dal 1842, è stato il primo chardonnay ad esser imbottigliato in purezza nell’intera zona.

IN CANTINA OSSERVIAMO
E COMPRENDIAMO.
Come in vigna.
Compito primario di ogni vignaiolo
è non rovinare l’uva buona fatta nel vigneto.

Filtrazioni, chiarifiche, solforosa: tutto è ridotto al minimo,
intervenendo il meno possibile e solo se necessario.
In cantina, avvolto dal silenzio, protetto dalla luce e dagli sbalzi di temperatura,
il vino evolve e si affina, maturando la propria personalità
e rafforzando il proprio carattere.

Possediamo 42 ettari di vigne in collina e non abbiamo il desiderio di acquisirne o affittarne altri.

SIAMO CONSAPEVOLI DI AVERE I NUMERI.

42 ettari di vigna dai quali otteniamo,
quando tutto va per il meglio, 200.000 bottiglie annue,
puntualmente esaurite tra i migliori ristoranti
e rivendite specializzate d’Italia e del mondo.
Il Disciplinare del Franciacorta ci consentirebbe,
a parità di estensione, di produrne 350.000 .
Per presentarci non servono altri numeri.
A voi trarre le conclusioni.